Informazioni personali
sabato 11 luglio 2009
"ESCI DAL KARMA"
Puoi soltanto esserti fatto le ossa o meno, é un continuo verificare se hai capito dai tuoi sbagli, e dai che ti ridai rivedi quelle cose, quegli atteggiamenti. Quindi in fin dei conti sei tu che devi deciderti a non ricaderci no? O il mondo é tutto uguale o la vita ama ripetere se stessa per vedere se stavolta ti frega o no. Per qualcuno é un dio che lo mette alla prova.
O forse é solo vita e basta, e tutto ciò che bisogna fare é prendersi meno sul serio, cercare a tutti i costi di essere felici, senza troppi rimpianti, con le paure che non ti fanno commettere sbagli enormi e il desiderio di farne che te ne fa fare di bellissimi, incassa e rialzati.
venerdì 26 giugno 2009
Generazione che non sorride mai
La consapevolezza che non c'é un orizzonte finito é tipico di questa età, il dopo laurea mette sempre in crisi ma non dovrebbe mettere in dubbio un fatto naturale, la natura non smette mica da un giorno all'altro di evolversi. Tutto scorre, tutto prosegue, o meglio, si sopravvive e sempre più si assottiglia il confine tra la propria identità e il lavoro: lavoro dunque sono. E' giusto? No. Non siamo un lavoro, siamo quello che siamo. C'é anche altro, molto altro e questo altro non ci aspetterà per sempre. Va afferrato al volo come una fune per farci arrivare dall'altra parte.
Siamo la generazione che guarda davanti a sé, non ha fune, aspetta che qualcuno gliene lanci una, un tarzan senza giungla.
venerdì 12 giugno 2009
Ne é passato di tempo, chissà perché poi quando uno rinizia a scrivere qualcosa subito dopo sarà colto da questa febbre che lo spingerà a scrivere a scrivere e a scrivere ancora...e poi basta.
La verità é che non siamo padroni del nostro cervello, almeno non fino in fondo (non quanto vorremmo almeno), dunque il guizzo di creatività e spunto intelligente che domina il momento scemerà presto.
Meglio approfittarne dunque, ma non troppo. Vorrei evitare di scrivere ora Guerra e Pace e non aver nient'altro da dire per i prossimi tempi...
Ergo: oggi rispondo presente all'appello, domani si vedrà.
E' così difficile emergere tra così tante cose in una borsa...soprattutto se disordinata come la mia.
lunedì 8 settembre 2008
IO STO CON SAVIANO

venerdì 4 luglio 2008
Una persona importante...
"Non è facile per me
Dire una cosa proprio a te
Che mi conosci bene come la tua pelle
Questa mattina quando te sei uscita prima di me
Sono rimasto a letto a guardar le stelle
Disteso dalla parte tua
Con il tuo calore ancora di terra di sogni che non so comprendere
Io trattenevo il respiro
Per sentire il silenzio
Di una stanza quando non ci sei
Abbracciavo il cuscino
Per cercare il profumo
Di una notte dai capelli tuoi… e non ci riuscirò mai….
A
Quanta vita mi dai… dai
E quello che tu sei per me… per me.. per me…per me….per me…
Sei l’altra parte della luna
Il fuoco che non si consuma
Il tuono che precede il lampo
La cassaforte del mio tempo
E’ difficile poi
Ritrovarsi tra noi
Con addosso dieci anni insieme
L’abitudine sai è il peggiore dei guai
Si diventa come due vecchi comici
Che non ridono più
Che non inventano più
Che sono li a rassicurare il pubblico
Io ti amo.. e mi vergogno anche un po’
Come un bambino io continuo a dirtelo
E non ci riuscirò mai..
A
Quanta vita mi dai… dai
E quello che tu sei per me… per me.. per me…per me….per me…
Fedele non sarò
Ma
Sai
Io non lo sono con me
Io non lo sono con te
Neanche con dio nemmeno con la gente
Non ti amerò come vuoi
Perché non so dire noi
Però lo sai che posso darti il sole
È solo insieme a te
Che io ho capito perché
È così bella la parola amore
E non ci riuscirò mai..
A
Quanta vita mi dai… dai
E quello che tu sei per me… per me.. per me…per me….per me…
Tu sei la signora dell’olimpo
La pioggia che ravviva il campo
La madre che non mi somiglia
Il battito delle mie ciglia
La notte dove addormentarmi
E l’ala dove ripararmi
Tu sei il pericolo costante
La mia miniera di diamante per me.. per me…per me….per me…"
grazie.
Magia!
Un 25enne col faccino pulito parla della solitudine dei numeri primi. Soli soletti.
I numeri primi siamo noi, certo, visti come siamo realmente, sempre isolati pur stando in mezzo ad altri come noi, anche loro numeri primi, soli e solitari, uno stato che può essere la fine oppure l'inizio se riuscissimo a trasformare questa "malattia" nella forza e nell'energia che nasconde.
Come farlo? Forse la maturità é la chiave, il momento in cui ci si rende conto che non é un difetto essere numeri primi, che non c'è nulla di cui vergognarsi, che si é forti e che possiamo scalare il mondo e arrivati in cima, mettercelo in tasca.
Bravo Giordano.
Lo leggerò.